Galeone | Presse
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Presse

Alexander Schmitz über galeone5, laikan

Eine Neuentdeckung: Franz Hellmüller in Pascal Galeones Quintett ….“galeone5 – eine interessante Gruppe mit bestem Rapport, die es – hier mit Nachdruck gesagt – zu entdecken lohnt, ein meisterhafter Vokalist und Komponist. Und ein Gitarrist und Tonsetzer von imposanter Vielseitigkeit. In diesem Fünfer geht wirklich alles durcheinander, und zwar im allerbesten: Die Stimme wird zum Instrumente, die Instrumente werden zu Stimmen. Chapeau!“ Vollständiger Artikel lesen

Una nuova scoperta: Franz Hellmüller nel quintetto di Pascal Galeone „galeone5“, un gruppo interessante con ottimo rapporto che – diciamolo chiaro – vale la pena di scoprire. Un vocalista e compositore di una perfezione eccellente e un chitarrista e compositore di una variabilità impressionante. In questo gruppo tutto si mischia nel miglior senso della parola: la voce diviene strumento – gli strumenti diventano voci; tanto di cappello! (traduizione dal tedescho) articolo originale intero

Une nouvelle découverte: Franz Hellmüller dans le quintette de Galeone ….“galeone5 – un groupe intéressant avec le meilleur rapport qu’il vaut – ceci dit avec insistance – la peine de découvrir, un vocaliste et compositeur magistral. En plus un guitariste donnant le ton d’une imposante polyvalence. Dans ce quintette tout se mélange en pagaille, au meilleur sens du terme : la voix devient instrument et les instruments deviennent voix. Chapeau ! (traduction)

JAZZthetik (Klaus Hübner über galeone5, laikan)

„Feinste, miteinander verästelte, in endlos erscheinenden Krümmungen verbundene Klangpartikel paaren sich bei Galeone5 mit einer oft winselnden, kichernden und jaulenden Gesangsstimme, deren Eigner, der schweizerische Sänger Pascal Galeone, konkrete Vorstellungen eines Wall of Sound besitzt…“

Ganzer Artikel

galeone5 unisce particelle di suono finissime, ramificate fra di loro in incurvamenti che appaiono senza fine, a una voce di canto a volte smorzata, uggiolante, gemente, ridacchiante. Il vocalista svizzero Pascal Galeone ha idee precise di un Wall Of Sound …(traduizione dal tedesco)

„des particules très fines de sons qui se lient et s’entrelacent dans des méandres paraissant infinies s’accouplent dans la voix parfois gémissante, gloussante voir jappante du chanteur suisse Pascal Galeone qui possède une idée concrète d’un Wall of Sound ….“ (traduction)

Jazzfestival Schaffhausen (Tom Albatros Luley)

„Der unter landesweiten Jazzsängern stilistisch herausragende Vocalist Pascal Galeone versteht es, mit Rachengeräuschen, Vogelgezwitscher, Scatgesang und seiner Stimme persönliche Geschichten zu erzählen, und inszeniert mit dem fantastisch eingespielten Team Stimmungsbilder am Atlantikstrand, Eindrücke aus Mombasa oder aus dem Napfgebiet.“

„Umso intensiver sind dafür die Zwiegespräche mit dem Gitarristen Franz Hellmüller zu erleben, der mit erstaunlicher Fingerfertigkeit Akkorde und Einzeltöne präzise setzt und Galeones Gesang, Geschrei, seine Rufe und Laute ergänzt und teilweise unisono unterstreicht.“

Konzertkritik galeone quartett Jazzfestival Schaffhausen

Suoni sferici

Sebbene sono solo quattro, i Galeone5 ci rapiscono, per portarci dalla cantina a volta della Haberhaus, lontano nel mondo. Suoni sferici ci fanno immaginare paesaggi e storie. Il pubblico ascolta attentamente.

Il duo d’unanimità della voce straordinaria di Pascal Galeone con il basso trombonista Markus Muff è soppresso per motivi di malattia. Tanto più intensi i dialoghi con il chitarrista Franz Hellmüller che virtuosamente pone accordi e singoli suoni, sottolinea e amplia in unisono perfetto, preciso, il canto, le grida, gli strilli di Galeone.

Tenuti su terra ferma tanto dal contrabbassista costante Stefano Risso quanto dalla batteria poliritmica di David Meier, i Galeone5 portano gli ascoltatori in luoghi ben diversi.

Pascal Galeone è un vocalista stilisticamente eccezionale fra i cantanti Jazz a livello nazionale. Ci incanta con i suoi suoni, i rumori tirati fuori dalla gola, il cinguettio, il canto scat. Con la sua voce racconta storie personali, e insieme con il team fantasticamente armonizzante, mette in scena immagini pittoreschi della spiaggia dell’Atlantico, impressioni di Mombasa, oppure della regione del Napf (Regione collinare vicino Lucerna). di Tom Albatro Luley, Schaffhauser Nachrichten 7. 5. 2012
(traduzione dal tedesco)

„Parmi les  chanteurs de Jazz à travers le pays, c’est le vocaliste Pascal Galeone qui dépasse le lot par son style car il arrive à raconter des histoires personnelles évoquant des images des plages de l’Atlantique, impressions de Mombasa ou de la région du Napf, au travers de bruits de gorge, chants d’oiseaux, chant de Scat et de sa voix qu’il met en scène avec un Team rôdé de façon exceptionnelle.“

„L’intensité vécue au travers des dialogues avec le guitariste Franz Hellmüller qui arrive par son jeu à placer précisément les accords et notes et qui arrive à souligner en partie unisono le chant, les cris, appels et sons vocaux de Galeone est d’autant plus impressionnante.“
(traduction)

all about jazz 27.5. 2011 (Maurizio Comandini)

La voce di Pascal Galeone si presenta adeguatamente in questo Laikan, prendendosi tutto lo spazio necessario del proscenio. Questo non vuole affatto dire che la chitarra scoppiettante di Franz Hellmüller e il trombone basso e ruvido di Markus Muff siano relegati in secondo piano, ma vuole semplicemente segnalare il ruolo ’strumentale‘ di una voce capace di capriole e sberleffi e capace di mostrare una personalità ben matura e significativa.

Le nove composizioni sono equamente suddivise fra il cantante, il chitarrista e il gruppo inteso come entità collettiva. La musica scorre via carica di suggestioni espressionistiche, di colori vividi, di emozioni esplosive. I vocalizzi di Galeone sono abbarbicati nella trama dei brani, come una edera rigogliosa che ha messo le radici e non vuole saperne di essere sradicata dalle intemperie. L’utilizzo parco del flauto nasale è una bizzarra perversione esotica che non stona affatto in questo contesto.

La chitarra di Franz Hellmüller è deliziosamente moderna, senza dare mai segnali di volere strafare. Le linee degli assoli sono sculture finemente cesellate e aritmicamente eccitanti. Anche il ruolo dell’accompagnatore ben si addice al chitarrista svizzero che sa sempre esalare il giusto respiro per far rinvigorire la musica del quintetto.

Le piccole isole di tranquillità di questa musica nervosa e urbana risplendono di una luce calda filtrata da veli impalpabili. Le sensazioni accarezzano una pelle mai ruvida e si spandono nello spazio senza timori e senza limiti.

CD-Kritik „laikan“ von Klaus von Seckendorff (Rolling Stone, Juni 2011)

„Sein Quintett aus Luzern setzt konsequent auf Überraschung, bleibt dabei aber stimmig in meist songhaftem Kontext. Bassposaune und Gitarre prägen den Sound, Bassist und Schlagzeuger agieren kompetent und einfallsreich. Wer so nah an vertrautem Gelände ständig neue Entdeckungen macht, ist kreativer als viele, die unbedingt komplettes Neuland suchen.“

Klaus von Seckendorff, Juni 2011 Rolling Stone

„Il suo quintetto di Lucerna lavora conseguentemente di sorpresa, resta però in accordo in un contesto piuttusto vicino al song. Il trombone di basso e la chitarra formano il sound, il bassista e il batterista interagiscono di competenza, pieni di idee. Chi, vicinissimo al suo territorio, fa di continuo nuove scoperte, è più creativo dei molti, che cercono a tutti i costi un territorio completamente nuovo.“

„Son quintette de Lucerne mise de façon conséquente sur les surprises, reste vocalement pourtant dans un contexte de Song. Trombone-basse et guitare marquent le son, la basse et la batterie agissent de façon compétente et plein d’idées. Celui qui arrive à faire sans arrêt de nouvelles découvertes dans un terrain connu et si proche est plus créatif que beaucoup de ceux qui cherchent constamment à découvrir de nouvelles dimensions.“

CD-Kritik „laikan“ von Rolf Thomas (Jazz thing)

Das Quintett des Stimmkünstlers Pascal Galeone aus Luzern bewegt sich in überraschenden Gefilden. Bassposaunist Markus Muff und Gitarrist Franz Hellmüller prägen den Sound, dem Bassist Stefano Risso und Schlagzeuger David Meier das Fundament liefern. Darüber schwebt der Gesang von Galeone, der sich aber auch gern in halsbrecherische Unisono-Passagen mit Markus Muff begibt und grundsätzlich ohne Worte auskommt. Zwischen Seufzen, Winseln und Klagen auf der einen und überschäumender Scat-Lust und brachialem Wehgeschrei auf der anderen Seite bewegt sich Galeone durch sämtliche Stimmungen und Stimmlagen. Doch es ist die Einheit mit seiner Band – deren Bandname darum auch gar nicht schlecht gewählt ist –, die aus Galeones verblüffenden Talenten erst die Musik formt. Zusammen mit Franz Hellmüller teilt sich Galeone die Aufgabe des Komponierens, und Songtitel wie „Blütenstaub“, „Mombasa“ oder „Ekstasis“ sagen eigentlich (fast) alles. Eine Band, die lebt.

Rolf Thomas, Jazz thing 89

„Fra gemiti, guaiti, uggiolare, lamenti da una parte, una voglia scat esuberante con gridi brachiali, vicini al dolore, dall’altra, Galeone si destreggia fra i vari umori servendosi di tutti i registri. Ma è l’unità con la sua band – il cui nome perciò non è scelto mica male – che dai talenti stupendi di Galeone si forma poi la musica. Una band che vive.“ (Traduzione dal tedesco)Le quintette de l’artiste vocal Pascal Galeone de Lucerne se situe dans des contrées surprenantes. Le trombone-basse Markus Muff et le guitariste Franz Hellmüller marquent le Sound, le bassiste Stefano Risso et le batteur David Meier en composent le fondement. Par-dessus flotte le chant de Galeone, qui aime aussi s’aventurer dans des passages Unisono casse-cou avec Markus Muff et pour lesquels les paroles sont en principe superflues. Entre, d’un côté soupirs, gémissements et plaintes et de l’autre une envie Scat débordante de hurlements brutaux, Galeone se faufile parmi toutes les ambiances et plages vocales. Pourtant, c’est l’unité avec son Band – dont le nom n’est finalement pas si mal choisi – qui fait que la musique est formée par les talents stupéfiants de Galeone. Franz Hellmüller et lui se partagent la tâche de la composition et les titres des Songs tels que „Blütenstaub“ (‘’Poussières de fleurs’’), ‘’Mombasa’’ ou ‘’Ekstasis’’ disent véritablement (presque) tout. Un Band qui vit.

Rolf Thomas, Jazz thing 89